<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748</id><updated>2012-02-16T15:32:57.334+01:00</updated><category term='Missioni'/><category term='Celibato'/><category term='Papini'/><category term='Ateismo'/><category term='Benedetto XVI'/><category term='Diocesi'/><category term='Luoghi'/><category term='Santuari'/><category term='Tempi'/><category term='Opinioni'/><category term='Eventi'/><category term='Giornalismo'/><category term='Liturgia'/><category term='Santità'/><category term='Latino'/><category term='Persone'/><category term='Confessioni'/><category term='Prezzolini'/><category term='Sacerdozio'/><title type='text'>LB Report</title><subtitle type='html'>di Léon Bertoletti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lbreport.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>22</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-4507533120590758897</id><published>2012-01-30T10:08:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T10:08:05.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Le nuove frontiere dell'informazione</title><content type='html'>Forti con i deboli e deboli con i forti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sospetto e lo domando, rispettosamente, ai colleghi di un quotidiano locale (non &lt;i&gt;il mattino&lt;/i&gt;, che ha la gentilezza di ospitarmi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa hanno proposto ai lettori le foto di una poveraccia che passa le giornate a elemosinare su una carrozzina; ma poi, a sera, &lt;i&gt;talità kum&lt;/i&gt;: si alza e cammina. La Caritas diocesana ha stigmatizzato la pubblicazione, illustrando la parabola marginale della donna. Ma oltre la storia, esiste una questione giornalistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A scanso di equivoci: chi scrive disapprova il mendicare di professione, per niente strumento di risoluzione della miseria anzi spesso arnese in mano a un racket feroce. Pure è allergico al buonismo pietoso, al cattolicesimo lacrimoso, al genere caritatevole peloso. Quando c'è stato da ironizzare, in cronaca, su episodi quasi evangelici di ciechi che vedono e storpi che corrono, ha fatto la sua parte senza tirarsi indietro. Tuttavia, mettere in luce il fenomeno (reale, sia chiaro) e perfino riderci sopra è un conto; agitare il cappio o indicare il patibolo un altro. Va bene l’accusa, non il pubblico ludibrio; si faccia la denuncia, non la gogna mediatica o la macchina del fango.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«L'umorismo è l'arma del simpatico, l'ironia dell’intelligente, il sarcasmo del genio. L'offesa è dei vili» è stato scritto. Un margine di viltà sembra sussistere dietro immagini che lasciano supporre una preordinata azione nell'ombra, un appostamento segreto, magari un pedinamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi le ha ottenute? Come? Non scaglio pietre, poiché non sono senza peccato, però mi interrogo e interrogo. Le energie del giornalismo investigativo o d'inchiesta non sarebbero forse meglio dirottate su questioni più gravi o personaggi più importanti di una indigente la cui unica rilevanza pubblica è sostare al lato di una strada? Non sembrerebbe più utile, anche socialmente, concentrare risorse di cronisti-segugi su altri poteri, su altre furberie, su ben più gravi ruberie che una scatola di monetine? Chissà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Febbraio 2011&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-4507533120590758897?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/4507533120590758897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/4507533120590758897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2012/01/le-nuove-frontiere-dellinformazione.html' title='Le nuove frontiere dell&apos;informazione'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-1895157653835314199</id><published>2011-12-26T18:38:00.001+01:00</published><updated>2011-12-26T18:51:08.702+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diocesi'/><title type='text'>Danze di meduse</title><content type='html'>&lt;i&gt;Marce della pace, danze di meduse. Inebriati dal trovarsi insieme numerosi, i molluschi s'immaginano di essere vertebrati.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(Guido Ceronetti, &lt;i&gt;Insetti senza frontiere&lt;/i&gt;, 102)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un appello sottovoce ai chierici competenti, da inserire magari tra i buoni propositi per l'anno nuovo: riportate la marcia della pace in città e nella sua giusta data, cioè tra il 31 dicembre e il primo gennaio.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Lo scorso appuntamento diocesano (domenica 16 gennaio 2011) è stato organizzato in provincia - a Este, sede di un'alchimistica scuola "di pace" - e fatto cadere nella "Giornata delle migrazioni". Collocazione temporale ideologica, tirando un ingenuo parallelismo tra concetti disomogenei, oltre che casuale rispetto all'accorta agenda religiosa. Questa fissa la "Giornata della pace", istituita da Paolo VI  nell'anno chiave dell'ebbrezza sessantottina, all'inizio del calendario civile. Sapienza e intelligenza ecclesiastiche: si medita la concordia quando un nuovo tempo nasce.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La prima marcia si mosse il 31 dicembre 1968 per sostenere gli obiettori di coscienza alla leva. Estinta la naia e dunque l'obiezione a questa, non si tratta di fare archeologia dei diritti ma di illuminare quell'ordinarietà litigiosa (conflitti esteri e screzi interni) che rende la pace, per quanto variamente declinata, obiettivo di idealismo credibile. Un serpentone colorato, nella sua coreografica inutilità, può almeno educare a incontrarsi e comporre i diversi (a patto di ridurre a razionalità quell'ala fondamentalista di pacifisti guerrafondai). Proporlo mutilo per obbligo di iniziativa non pare lezione entusiasmante.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Padova ha avuto la sua bella marcia, per anni, nelle veglie del 31: fiaccole vere, in preghiera e in cammino - tra la stazione ferroviaria, il Corso, la Cattedrale, gli Eremitani - a precedere i fuochi artificiali dei sansilvestri pagani. Ragioni ignote e note, queste poco comprensibili se non risibili, l'hanno dapprima posticipata al sonnolento pomeriggio dell'1, poi sempre più giù, fino alla privazione completa in favore delle gite fuoriporta.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma non si potrebbe tornare all'antico?&lt;br&gt;&lt;br&gt;(&lt;i&gt;Dicembre 2011&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-1895157653835314199?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/1895157653835314199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/1895157653835314199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2011/12/danze-di-meduse.html' title='Danze di meduse'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-6306267535554436057</id><published>2011-12-20T16:51:00.001+01:00</published><updated>2011-12-20T16:51:59.018+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><title type='text'>Da costruttori a liquidatori</title><content type='html'>La fede e le opere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opinione pubblica padovana non si è appassionata particolarmente alla vicenda dell'ex monastero benedettino di Daila, in Istria. Facile scusarla: la matassa appare talmente ingarbugliata che nemmeno gli esperti riescono a sbrogliarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma oltre alle schermaglie legali, alle pretese economiche, alle questioni di Stato e di Chiesa, ai contrasti politici e clericali, esiste un elemento di riflessione cristiana: quando si tratta di beni immobiliari e patrimoni da dismettere (caso, purtroppo, sempre più frequente) alcuni rappresentanti religiosi sembrano abbandonare la fiducia evangelica e affidarsi soltanto ai codici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente è giusto e opportuno tutelare diritti, difendere interessi. Però la religiosità popolare non uscirebbe danneggiata se, in generale, si manifestassero attenzioni che possano sembrare meno fameliche nei confronti delle provvidenze e esprimessero maggiori speranze nella Provvidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I padovani conoscono gli esordi felici e i destini non ancora compiuti dell'Antonianum e del Seminario di Tencarola. La storia di Daila ha molte somiglianze, con le complicazioni ulteriori di un'annosa controversia sulla proprietà e della dimensione internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I monaci dell'abbazia di Praglia si rifugiano in quel monastero nel 1867, quando un regio decreto post-unitario sopprime gli ordini religiosi. Ottant'anni dopo, nel 1947, il regime jugoslavo nazionalizza la struttura. Condanna i religiosi ai lavori forzati, in un giudizio dai contorni oscuri, per contrabbando e appropriazione indebita. L'ex monastero diventerà un ospizio fino al 1989, poi l'abbandono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non stupisce che adesso siano gli interessi del turismo a pretendere il primato su questo posto splendido, affacciato sul mare dell'insenatura di Carigador. Invece delle costruzioni, in gran parte cadenti, si immagina un albergo. Nel "Bosco dei Frati" si sognano villette e green per il golf. Intanto, a colpi di demagogia e denunce, si alimentano sentimenti antitaliani e anticattolici. Chi ha comprato porzioni di edifici e terreni domanda carta bianca. La diocesi di Parenzo e Pola, che ha parzialmente alienato, rivendica i possedimenti contro l'abbazia di Praglia. Il Vaticano specifica la natura ecclesiastica della disputa, che altri vorrebbero invece risolvere a colpi di laicissime carte bollate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abate di Praglia, padre Norberto Villa, mi conferma la sua piena fiducia nella «sollecita azione» della Santa Sede. Nel frattempo, tra Croazia e Italia si scrive un'altra triste, attuale pagina sull'apocalisse delle strutture religiose. I nostri nonni ne erano costruttori, noi al massimo liquidatori. Varrebbe la pena sondarne le ragioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Dicembre 2011&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-6306267535554436057?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6306267535554436057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6306267535554436057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2011/12/da-costruttori-liquidatori.html' title='Da costruttori a liquidatori'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-6084751986452428733</id><published>2011-10-20T18:00:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T18:00:06.241+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><title type='text'>Maestri e professori</title><content type='html'>Trevigiano di nascita, romano di adozione, Giancarlo Zizola ha sempre mantenuto un rapporto privilegiato con Padova. Eccezionale cronista della religione, è morto a 75 anni, a Monaco di Baviera, dove partecipava a un incontro interreligioso. Il funerale è stato celebrato sabato scorso, a Roma, nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scomparsa di Zizola rappresenta un altro duro colpo per chi fa giornalismo ecclesiastico. Il settore riesce arduo e richiede più di altri competenze straordinarie. Ogni perdita crea un deficit di abilità. È accaduto con il decesso di Giuseppe De Carli, poi con quello del decano dei vaticanisti Arcangelo Paglialunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Giancarlo Zizola era un maestro. L’ho conosciuto nell’ottobre del 1997. L’incontro internazionale “Uomini e religioni”, organizzato dalla comunità di Sant’Egidio, faceva tappa nella Città del Santo. Entrambi accreditati come giornalisti, lui poteva vantare un’esperienza già lunga e il rispetto guadagnato con un’infinita lista di articoli colti, raffinati, mai banali. “Conflitto o incontro: religioni e culture a un bivio” era il tema (si potrebbe definire profetico) dell’appuntamento. Mi presentai al termine di uno dei tanti dibattiti, gli strinsi la mano. Nacque un dialogo che si è conservato nel tempo, una confidenza sopravvissuta alla diversità di giudizio su parecchi aspetti dell’istituzione religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era sempre ottobre, ma del 1961, quando Zizola da Montebelluna, giovane laureato in Giurisprudenza a Padova, ricevette la telefonata di don Andrea Spada. Direttore dell’Eco di Bergamo, amico personale di Papa Giovanni XXIII, il sacerdote gli offriva di lavorare come vaticanista nella redazione romana dei quotidiani cattolici italiani. «La ringrazio, monsignore, ma io non so niente del Vaticano» rispose Giancarlo. E il prete: «Del Vaticano non si sa mai abbastanza». Così Zizola divenne il testimone innamorato di quella mutazione cromosomica cristiana generata, nel bene e nel male, dal Vaticano II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha accompagnato l’attività di cronista, editorialista e scrittore, alla didattica universitaria, insegnando Etica e legislazione dei media al Bo. Ha amato il Concilio e lo spirito che ne è scaturito, anche se questo vento ha portato a maturazione (da qui il nostro disaccordo) pure certi frutti geneticamente modificati che adesso tocca mangiare. Lui credeva sinceramente, appassionatamente, alla rivoluzione conciliare avviata da Roncalli e completata da Montini. Nel momento dell’estremo saluto, non poteva dunque mancare il messaggio del vescovo emerito padovano Loris Capovilla, segretario del “Papa buono”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho inviato un’email a Zizola pochi giorni prima che morisse. Elogiavo un suo intervento su RaiNews24. Mi ha risposto, con toni inattesi di affetto, di sentirsi consolato da chi ancora riusciva a comprenderlo, in una Chiesa divorata da lotte fratricide, guerre di posizionamento, vendette meschine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato si è ricordata una sua frase: «Identità forti non hanno bisogno di erigere muri, sono i deboli che costruiscono gli steccati». Grazie per la lezione di una vita, professore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Settembre 2011&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-6084751986452428733?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6084751986452428733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6084751986452428733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2011/10/maestri-e-professori.html' title='Maestri e professori'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-2301147559770569585</id><published>2011-10-20T17:43:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T17:44:25.733+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Benedetto XVI'/><title type='text'>Benedetto riformista</title><content type='html'>Abbasso il luogocomunismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un appunto da aggiungere, mi pare, alle tante parole ben dette e ben scritte sull’intensa visita di Benedetto XVI al Nordest. Il calore della sua presenza, i suoi discorsi illuminati, hanno smentito per l’ennesima volta un trito cliché: l’etichetta, incollata impropriamente a Joseph Ratzinger, di Papa oscurantista, custode museale, conservatore paludato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, nonostante tentativi curiali e mediatici di ingessarlo a destra, Papa Benedetto non smette di stupire e di smarcarsi a sinistra. In opposizione a chi lo dipinge freddo, distaccato e tridentino, compie straordinari gesti di vicinanza e affetto (come con la piccola Giuditta accolta nella Papamobile) e porta un messaggio di cristianesimo sociale incardinato nel Vaticano II e radicato in quella tradizione solidale tipica della riflessione cattolica bavarese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così si spiegano, in terra leghista e di &lt;i&gt;schei&lt;/i&gt;, le sue critiche alla paura degli altri, «degli estranei e dei lontani che giungono nelle nostre terre e sembrano attentare a ciò che noi siamo», alle tentazioni della cultura edonistica, ai richiami del consumismo materialista (espressioni queste ultime che riecheggiano numerosi interventi del vescovo Antonio Mattiazzo). Così si comprende meglio anche la citazione alle perplessità di Bauman sulla “società liquida” (il sociologo polacco, del resto, si era trovato in sintonia con i contenuti dell’enciclica &lt;i&gt;Deus caritas est&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere un cristiano sociale non porta direttamente Benedetto XVI ad alleggerire il codice dottrinale, dei valori, delle tradizioni; infatti questa è una strada diversa che neppure Giovanni Paolo II percorse. Tuttavia, basta leggere &lt;i&gt;Luce del mondo&lt;/i&gt;, il libro-intervista con il giornalista Peter Seewald, per aver prova della lucida lungimiranza e dell’apertura mentale di Ratzinger anche su questioni ecclesiasticamente spinose. Prima o poi, dunque, bisognerà riconoscergli il ruolo che gli spetta: quello di pontefice riformista, a differenza del predecessore. Riformatore perfino nelle sue concessioni all’ala conservatrice, sforzo di unificazione in una Chiesa frammentata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Papa l’ha ricordato anche qui: «Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell’antica unità spirituale». Ancora: «La mia presenza tra voi vuole essere, perciò, anche un vivo sostegno agli sforzi che vengono dispiegati per favorire la solidarietà fra le vostre diocesi del Nordest. Vuole essere, inoltre, un incoraggiamento per ogni iniziativa tendente al superamento di quelle divisioni che potrebbero vanificare le concrete aspirazioni alla giustizia e alla pace». Chi ha orecchie per intendere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Maggio 2011&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-2301147559770569585?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/2301147559770569585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/2301147559770569585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2011/10/benedetto-riformista.html' title='Benedetto riformista'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-8109248020194181132</id><published>2010-12-13T12:49:00.001+01:00</published><updated>2011-10-20T10:26:10.791+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prezzolini'/><title type='text'>Un buon punto di partenza</title><content type='html'>&lt;i&gt;Al direttore di un quotidiano della Svizzera italiana&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro direttore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altro che "sogno". La tua (permettimi il tono confidenziale che si usa tra colleghi) non era affatto visione notturna, attività onirica. Piuttosto, era una lucida e attenta disamina sull'Italia compiuta con occhi bene aperti e cuore palpitante. Non appare dunque destinata a spegnersi alle prime luci dell'alba. Merita invece il rispetto che si deve a chi, guardando da poco oltre il confine, ha la capacità e l'onestà intellettuale di indicare le cose che non vanno o vanno male, come uno entrando in una stanza affollata ne percepisce immediatamente l'odore sgradevole, l'aria viziata ignota agli occupanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da giornalista italiano mi hanno evidentemente colpito soprattutto le dieci righe che hai dedicato alla libertà di stampa. Denunciano, esplicitamente e implicitamente, una professione ridotta a spiare dal buco della serratura, a violare la privacy dei cittadini (quelli comuni e indifesi prima e più dei potenti), a cavalcare il pettegolezzo e le cronache nere e giudiziarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottolineano la necessità, per un informatore tricolore, di schierarsi di qua o di là. Chi fa il nostro mestiere nella Penisola si trova sottoposto a una logica perversa in base alla quale è giudicato non tanto per le sue qualità professionali quanto per il colore della casacca che è costretto a indossare. Costretto, già, perché non è consentito essere parti terze ma soltanto &lt;i&gt;embedded&lt;/i&gt;. Se uno prova a smarcarsi, viene collocato a giorni alterni tra i destri o i sinistri. Se uno gira alla larga e non ha né partito né sindacato, viene tagliato fuori, fatica a trovare spazi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fare una scelta di campo, però, significa inevitabilmente piegarsi al comandamento dell'autocensura. Questo è il nocciolo della questione libertà di stampa, diversamente dagli sbandieramenti di piazza per ragioni partitiche e sindacali: l'autocensura. Porta a privilegiare le veline alle notizie. Accade. Sta accadendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tuo editoriale mi sembra allora un buon punto di partenza per riflettere, per avviare un serio esame di coscienza. Il tuo sogno-non sogno meriterebbe spazio sulle gazzette patrie, in quanto analisi (da innamorato, in ogni caso) sull'essere e il dover essere di una nazione confinante e vicina: non soltanto geograficamente o linguisticamente. Una terra da tempo in declino. Non per la crisi economica. Per l'imbarbarimento e l'involgarimento che risparmia pochi eletti, la bramosia del sesso e del denaro come surrogati dei valori, l'invadenza rozza della pubblicità, la televisione scurrile, la vecchia prassi degli amici e delle raccomandazioni, delle spintarelle e delle bustarelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha etica, l'Italia: un'etica sociale, civile, efficace più dei bigottismi delle tonache. Hanno provato a costruirla ma non ce l'ha, quell'etica che porta a rispettare la cosa pubblica perché bene di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha spirito di popolo, se non ai mondiali di calcio e alle olimpiadi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha una visione culturale d'insieme. Appare divisa come sempre tra signorie e principati, comuni e campanili, squadre, fazioni, club.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come non condividere la tua supplica (perché di questo si tratta, non di polemica) per un affrancamento dalla contrapposizione ossessiva, dalla giustizia manganello, dalla fiscalità sanguisuga, dall'amministrazione borbonica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica sembra il gioco del contrari: un rincorrersi quotidiano di dichiarazioni che si sostengono o si affossano. Parole buone per riempire pagine e confezionare "pastoni", spesso tuttavia aliene dai problemi e dalle necessità della &lt;i&gt;pòlis&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiaro, non si tratta di cedere al qualunquismo e ancora meno al vittimismo, perché esistono capacità, professionalità, eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Ma non si può neppure far finta di nulla nel nome del patriottismo. Si soffre perché si ama, non per anti-italianità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così le tue parole captano e sintonizzano l'amarezza di molti. È il sentimento di Giuseppe Prezzolini. "Amarezza e, qualche volta, disperazione" scrive nella prefazione al suo &lt;i&gt;Codice della vita italiana&lt;/i&gt;, dove impietosamente mette il dito nella piaga dei difetti, elenca le infezioni purulente. Non per arrendersi al morbo; per riconoscerlo, curarsi, guarire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro direttore, citi "persone che ogni giorno si impegnano, controcorrente" per rendere migliore l'Italia. Apprezziamole e appoggiamole insieme. Se un cambiamento ci sarà, come auspichiamo, nascerà da queste. Da un rinnovamento educativo più che politico (certo, esiste anche un'emergenza educazione). Da un miglioramento del carattere più che da una modificazione delle istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Prezzolini: "Ho più fede negli umili, che nei grandi; in coloro che occupano posizioni secondarie, che in quelli che sono arrivati in alto". Condivido. Anche tu, mi pare di capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lugano, 21 ottobre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Dicembre 2010&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-8109248020194181132?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8109248020194181132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8109248020194181132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2010/12/un-buon-punto-di-partenza.html' title='Un buon punto di partenza'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-7620867419503914935</id><published>2010-05-18T14:57:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T10:27:01.875+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prezzolini'/><title type='text'>Prezzolini e il paese che non impara</title><content type='html'>Voce di uno che grida nel deserto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Italiano inutile", cervello in fuga, esule volontario, Giuseppe Prezzolini ha coltivato per tutta la vita il progetto follemente lucido di riformare non le istituzioni ma il carattere degli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha fallito, inevitabilmente. Tuttavia la sconfitta non ha condannato il disegno all'inattualità, anzi. Il piano resta valido e le parole del suo artefice continuano ad apparire moderne e pulite: non datate, non impolverate, non superate; drammaticamente valide anche nell'Italia di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è, mi pare, l'eredità dello scrittore morto centenario a Lugano (Svizzera) il 14 luglio 1982.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il lascito di uno spirito profetico e intellettualmente onesto, di un fustigatore del malcostume patrio, di un promotore dell'antiretorica (proprio contro la retorica della vita italiana nasce, nel 1908, &lt;i&gt;La Voce&lt;/i&gt;), di un appassionato della verità anche quando dolorosa, scomoda, spiacevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mi domandarono che cosa preferivo fra la Sagrestia e la Camera del Lavoro. Risposi: la Cantina. Silenzio universale" annota Prezzolini nel &lt;i&gt;Diario&lt;/i&gt; il giorno 15 settembre 1955. "Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro" scrive nel &lt;i&gt;Codice della vita italiana&lt;/i&gt;. E ancora, nello stesso libro: "Il dire niente in molte parole è sempre stata la prima qualità degli uomini politici". Oppure, "la piazza è il vero governo italiano" o "in Italia nulla è stabile fuorché il provvisorio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avviate le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, potrebbe rivelarsi proficua la rilettura del testo dato alle stampe a New York nel 1948, quando insegnava alla Columbia University: &lt;i&gt;The Legacy of Italy&lt;/i&gt;. Dieci anni dopo, nella prefazione all'edizione italiana (&lt;i&gt;L'Italia finisce, ecco quel che resta&lt;/i&gt;), lo scrittore spiega che "l'unità d'Italia ha occupato appena un secolo (1860-1960) di una storia durata circa dieci secoli (1000-2000)". Dunque, "molti si son domandati come mai un popolo così ingegnoso, felice nell'esprimersi, ricco d'immaginazione, dotato di genialità e di pensiero, senza profonde divisioni religiose, con dialetti in gran parte abbastanza simili, non sia stato capace per secoli di formare uno Stato unitario in un paese che sembrerebbe fatto apposta dalla natura per quello. Eppur la risposta mi pare sia facile: in quasi ogni Italiano c'è un'intensa gelosia verso ogni altro Italiano, sicché preferisce il dominio di qualunque straniero all'Italiano, e non considera che con piacere l'incendio della casa del vicino anche se la propria va in fiamme".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prezzolini parla del Risorgimento come di una "parentesi unitaria di questo disunito paese". Una nazione "che non impara", nota amaramente all'epoca del terremoto di Avezzano del 1915. "L'asino casca due volte nel medesimo posto. Alla terza cambia strada. Noi che siamo più somari del somaro continuiamo a battere la testa nelle medesime situazioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltretutto, la Penisola "è il paese dove è possibile mettere alla testa di una azienda fallita quello che è stato la causa del fallimento. È il paese dove quando un fornitore ruba si propone di affidargli il controllo degli altri fornitori". Insomma, "non è una cosa grave che ci sia un ladro per strada. La cosa grave è che tutti lo lascino passare e magari gli facciano complimenti. Siamo dunque così malati, così asini, così duri, così vecchi da non reagire? da non saper trovare di meglio?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interrogativi spietati posti da un anarchico-conservatore che non è un antitaliano. Al contrario, celebra santi, poeti, navigatori, creatori, filosofi, artisti; elogia il genio nazionale. Non si sottrae, però, al dovere della critica, alla responsabilità di denudare le mancanze e condannare l'arte patria del tirare a campare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un figlio di Ippocrate, fa la diagnosi per individuare la cura. Come un discepolo del Battista, prepara la strada alla redenzione civile. Lotta anche per la fede. Non credente ma "in ricerca", abitante della città terrena però con il coraggio di guardare alla Città di Dio, consapevole del potere vivificante della Grazia divina, Prezzolini riesce a valutare e interpretare con religiosa lucidità fenomeni ecclesiastici come il modernismo e il "cattolicismo rosso", oltre che le riforme infelici del concilio Vaticano II. Un altro lascito importante, senza dubbio, come spiega chi lo ha conosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi scrive suor Margherita Marchione: "Prezzolini aveva il coraggio di dire e scrivere sempre la verità, come la vedeva lui. Non aveva il dono della fede, ma aveva grande rispetto per il Papa e per la Chiesa". Mi dice Giovanni Lugaresi: "Il retaggio prezzoliniano è racchiuso in una parola: ricerca. E per ricerca deve intendersi una vita (la sua) tesa, a livello umano, morale e spirituale, alla ricerca appunto. Il sapere, il conoscere, il raggiungere. In primis: Dio, oggetto dell'interesse, del desiderio di Prezzolini. La curiosità intellettuale, che lo accompagnò fino ai cent'anni e oltre, cioè fino alla morte, trova nel mistero di Dio il suo più alto momento. Non a caso, tantissime pagine della sua vasta produzione letteraria recano proprio questa impronta, questo segno, questo stigma. Ancora: una eredità è anche costituita dal suo spirito di libertà e di indipendenza, manifestato anche in posizioni scomode, per nulla gratificanti materialmente a suo favore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutto questo la figura e l'opera di Prezzolini appaiono straordinariamente attuali. Il suo messaggio - che riguardi l'esterofilia, il cattocomunismo, la necessità di far cambiare passo all'Italia - merita ancora di essere ascoltato, riflettuto, discusso e messo in pratica. La sua eredità culturale e morale, aperta a ogni campo del sapere, dovrebbe invogliare a rimboccarsi le maniche per costruire un Paese migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Maggio 2010&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-7620867419503914935?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/7620867419503914935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/7620867419503914935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2010/05/prezzolini-e-il-paese-che-non-impara.html' title='Prezzolini e il paese che non impara'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-5912484843477257039</id><published>2010-02-05T10:33:00.000+01:00</published><updated>2011-10-20T10:27:21.344+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santuari'/><title type='text'>File, folle, orde, telefonini</title><content type='html'>L'ostensione delle spoglie di sant'Antonio, programmata a Padova dal 15 al 20 febbraio, rappresenta un'opportunità e al tempo stesso un rischio. Finora, comprensibilmente, si è riservato spazio soltanto alla prima. Ecco, dunque, alcune riflessioni sul secondo aspetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo il cristianesimo è il divino che si è fatto umano, l'esaltazione della concretezza, l'affermazione del carnale: infatti il teologo Romano Guardini scriveva che non esiste religione più materialista. Non deve dunque stupire, tantomeno "schifare", l'esposizione di reliquie, la loro venerazione da parte dei fedeli, la pietà popolare. Anche coloro che appartengono (per formazione o carattere) maggiormente alla categoria degli &lt;i&gt;spiritualisti&lt;/i&gt; e degli &lt;i&gt;iconoclasti&lt;/i&gt; riconoscono il valore indubbio e profondo di questi gesti, la religiosità concreta di usanze e atteggiamenti che si tramandano nei secoli e colorano la storia della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sarebbe un errore accontentarsi di queste considerazioni. Sarebbe uno sbaglio perché – di fronte alla collocazione pubblica di cadaveri, ossa, resti venerandi – il credente prova anche sensazioni che urtano la sua sensibilità e avverte gravi pericoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo è quello della commercializzazione di un'occasione che dovrebbe concentrarsi soprattutto sul rinnovamento dei cuori. In questo contesto, l'insistenza di&amp;nbsp;qualche addetto ai lavori riguardo ai numeri della partecipazione prevista, alla quantità delle affluenze, alimenta il dubbio che interessi più il successo dell'iniziativa, inteso come consenso delle folle, che la conversione delle anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prospettiva teologica cristiana (teologia di morte e di risurrezione) pone inoltre diversi e fondamentali interrogativi sul bisogno assoluto, avvertito da alcuni, di una venerazione fisica. Il problema è quello di scivolare in sconvenienti e inopportune forme di idolatria dei corpi; quindi, sul piano pastorale, di trasformare il cristianesimo in un sistema di riti magici o di pratiche superstiziose, in una specie di neopaganesimo popolato da divinità invece che in un avvenimento legato alla presenza di Cristo nella storia, in un incontro significativo con persone (come i santi) e fatti che rendono presente e attuale il mistero di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La speranza devota è che l’ostensione antoniana si riveli prima e soprattutto evento di fede. Insomma, concretamente, che proponga file di pellegrini raccolti in preghiera più che orde di turisti stipati in basilica con il telefonino in mano, bramosi di immortalare un particolare macabro suggestivo per inviarlo agli amici o postarlo su Facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Febbraio 2010&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-5912484843477257039?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/5912484843477257039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/5912484843477257039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2010/02/file-folle-orde-telefonini.html' title='File, folle, orde, telefonini'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-576678855549365109</id><published>2010-01-20T17:48:00.001+01:00</published><updated>2011-10-20T10:27:42.619+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diocesi'/><title type='text'>Cicatrici</title><content type='html'>E vabbè che &lt;i&gt;de mortuis nihil nisi bonum&lt;/i&gt;, dei morti bisogna parlare soltanto bene. Tuttavia il dovere della verità e l'onestà della memoria impongono di non allinearsi pedissequamente a certi necrologi agiografici scritti in onore di monsignor Antonio Varotto: il cofondatore (oltre 50 anni fa) dell'Opera Immacolata Concezione, morto a 96 anni. Per molti fedeli e per la storia, infatti, il nome del sacerdote resta legato alla tremenda persecuzione che la diocesi di Padova attuò contro padre Pio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era l'ottobre 1959 quando, su mandato del vescovo Girolamo Bortignon, don Antonio Varotto (allora parroco a San Prosdocimo) convocò in canonica Costantina Nalesso e Gino Masiero, coordinatori locali dei Gruppi di preghiera del frate di Pietrelcina. I devoti padovani inviavano centinaia di milioni a San Giovanni Rotondo, per la Casa Sollievo della Sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Si potrebbe fare mezzi soldi a padre Pio e mezzi al vescovo, perché opere ce ne sono anche qui in diocesi da fare» disse don Antonio. Si riferiva al Cottolengo e al Seminario: strutture alle quali monsignor Bortignon teneva, pur essendo inguaiato nel crac del "banchiere di Dio" Giuffré.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due rifiutarono di destinare i soldi a obiettivi differenti da quelli per cui erano stati chiesti e raccolti. Don Antonio li chiamò nuovamente il 10 e il 12 dicembre. Utilizzò toni sempre più minacciosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 dicembre 1959, il giorno successivo al suo ennesimo rifiuto di versare al vescovo le offerte destinate altrove, la Nalesso venne cacciata dalla chiesa proprio da don Varotto. L'unica colpa della donna? Fidarsi di padre Pio, come molti altri preti e laici padovani. Furono calunniati e osteggiati per anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La canonizzazione del religioso cappuccino a opera di Giovanni Paolo II certo ha sanato le ferite. Ma le cicatrici rimangono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Gennaio 2010&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-576678855549365109?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/576678855549365109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/576678855549365109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2010/01/cicatrici.html' title='Cicatrici'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-5072449310717091754</id><published>2009-12-04T11:44:00.002+01:00</published><updated>2011-10-20T10:28:10.118+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diocesi'/><title type='text'>Cani da guardia e topolini di sacrestia</title><content type='html'>Ci sono gli uffici stampa che riempiono di coccole: adulano, lusingano e - comunque vada - inviano baci di cioccolato. Ci sono quelli rapidi nel mandare a fare il mulo. Poi, sulla strada per il Paradiso, c'è l'Ufficio stampa della diocesi di ******. Non corteggia e non spedisce a quel paese: esorta, cattolicamente, all'autocensura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di rispondergli al telefono, uno si cautela come può: recita una giaculatoria, si affida l'anima, dà un tocco agli zebedei, produce scongiuri. Inutile. Niente evita la tiritera dei presunti difetti, la lagna delle notizie cavalcate per un pugno di copie in più. Sempre lo stesso rosario. Tocca sopportare, come il biblico Giobbe. Fino a quando, senza assoluzione, arriva però l'invito a non peccare più: a lasciar perdere, a rinunciare, a non scrivere, a non pubblicare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiaro: in piazza Duomo, il silenzio è sempre d'oro. La diffidenza verso i media è regola canonica. I cronisti sono diavoli che vanno a ficcare il naso in chiesa invece di farsi i casi loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ogni tanto s'illude: la curia vorrà un'informazione etica, più attenta alla verità. Balle. La realtà è che sono allergici ai cani da guardia, amano soltanto i topolini di sacrestia. L'unica forma di giornalismo con l'&lt;i&gt;imprimatur&lt;/i&gt; passa sotto il nome di "agitare il turibolo". Ma se in un articolo che è una montagna di incenso compare anche soltanto un sassolino di carbone, tutto il resto è noia. Scatta l'ostracismo o qualche meschina ritorsione: il comunicato stampa che "per errore" arriva a tutti tranne che al reo, il tonacone che si nega al colpevole e rilascia interviste alla concorrenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il chimerico plotone di suorine che, nella celletta del convento, scandaglia i giornali in nome e per conto della diocesi è bravissimo a separare i buoni dai cattivi, a creare l'indice dei quotidiani proibiti, ad aggiornare le fedine clericali dei reporter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ce l'ha sporca? Siamo un'ottima compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Dicembre 2009&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-5072449310717091754?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/5072449310717091754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/5072449310717091754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/12/cani-da-guardia-e-topolini-di-sacrestia.html' title='Cani da guardia e topolini di sacrestia'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-8977257032253499259</id><published>2009-11-02T15:35:00.000+01:00</published><updated>2011-10-20T10:28:32.519+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><title type='text'>Considerazioni su una foto ballerina</title><content type='html'>&lt;i&gt;Cosa fanno questi frati? Questi frati e queste suore son le piaghe del Signore&lt;/i&gt;, si cantava una volta, non troppo tempo fa, storpiando un noto ritornello quaresimale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il verso mi è tornato in mente osservando la foto pubblicata&amp;nbsp;su un quotidiano padovano: una di quelle immagini eccezionali, icastiche, destinate a diventare icone. Un paio di frati balla in piazza delle Erbe, tra il popolo dello spritz, sandali in aria, saio e cordone svolazzanti; una suora, in secondo piano, ha il braccio sopra la testa, in una torsione degna della migliore Salomè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immobilità dello scatto non cancella il movimento, il dinamismo, l'energia. La fotografia non delude. Rende perfettamente l'evento e il suo senso (o nonsenso): l'idea di una Chiesa ridotta ai balletti. Un passo avanti, uno indietro: tra contemporaneità e tradizione, innovazione e conservazione, dialetto e latino, rigore e lassismo. Una Chiesa uscita dalle chiese, anche opportunamente, ma che per strada ha smarrito se stessa. Una Chiesa desacralizzata, "sindacale", piazzaiola. Una povera Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era pellegrina, è diventata ballerina. Confonde l'annuncio ai giovani con il giovanilismo, non teme il ridicolo, vive la Quaresima come un Carnevale. Nei templi celebra la via della croce, invita alla preghiera e alla penitenza, predica il digiuno e la sobrietà dell'astinenza; fuori ancheggia, si dimena, ride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche san Francesco danzava, in perfetta letizia. Ma era ascesi, ora siamo scesi. E scendiamo. Tanto che appare lecito chiedersi: a quando uno spettacolo, ovviamente giustificato da sante esigenze pastorali, di preti spogliarellisti, di suore affaccendate nella lap dance?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attendiamo fiduciosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Febbraio 2008&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-8977257032253499259?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8977257032253499259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8977257032253499259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/11/considerazioni-su-una-foto-ballerina.html' title='Considerazioni su una foto ballerina'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-1437928864219438737</id><published>2009-10-30T11:31:00.001+01:00</published><updated>2011-10-20T10:29:29.092+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Opinioni'/><title type='text'>Cattosinistri</title><content type='html'>Ripasso di Vangelo a uso dei "compagni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dallo &lt;i&gt;strafatto&lt;/i&gt; quotidiano alla piazza virtuale del grillo parlante, dal giornale che inneggia all'unità ai blog catto-com, è tutto un dare addosso alla gerarchia ecclesiastica. Si difende il cristianesimo di base e di frontiera (che sarà cristiano, forse, ma tanto cattolico certamente non è) e si attaccano vescovi e cardinali, senza risparmiare il Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbasso le tonache graduate, si urla. Perché l'arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, ha sospeso un prete che ha celebrato le nozze di una donna nata uomo: che scandalo! Perché Benedetto XVI ha stretto la mano a Berlusconi: che schifo! Perché l'arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, si è permesso di replicare a un pretuncolo convinto che la Madonna voterebbe Pd: che vergogna! Perché il segretario di stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, ha inaugurato una mostra a Palazzo Venezia insieme con il capo del governo italiano: che follia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dissenso è libero, ci mancherebbe, considerato che il presunto &lt;i&gt;regime&lt;/i&gt; appare piuttosto morbido nel campo. Infatti non è questo a non convincere. È che, per dar forza al ragionamento, i criticoni chiosano: «Cristo scacciava i mercanti dal tempio, questi ce li fanno entrare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, l'appunto proviene da gente abituata a mobilitarsi in difesa della Costituzione e a scagliare articoli del codice penale addosso agli altri. Amen. Non si può certo pretendere che abbia uguale dimestichezza con il testo evangelico. Però potrebbe almeno averne rispetto e non citarlo a casaccio, non utilizzare soltanto la pagina che viene buona e serve allo scopo, come certi fanatici del porta a porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dà il caso, infatti, che nel Vangelo siano i farisei a stupirsi perché il Maestro si fa avvicinare dalle prostitute e s'intrattiene con gentaglia. «Come mai mangia e beve con pubblicani e peccatori?». Ecco, vorremmo risparmiare agli oppositori (laici e chierici) la figura dei farisei. O di quelli che militano dalla parte sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accecati dalla foga sociale pseudo-umanitaria, infatti, tralasciano un altro bel brano: quello dove, all'indaffarata Marta, Cristo predilige la sorella Maria. Non si agita, lei. Sta semplicemente seduta ad ascoltarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Ottobre 2009&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-1437928864219438737?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/1437928864219438737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/1437928864219438737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/cattosinistri.html' title='Cattosinistri'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-4230142697687764894</id><published>2009-10-23T12:25:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T10:29:48.612+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ateismo'/><title type='text'>La giornata dello "sbattezzo"</title><content type='html'>«Io mi sbattezzo nel nome del padre Darwin, di Porta Pia e dello spirito laico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La formula suonerebbe così, se soltanto esistesse un contro-rito del Battesimo. Invece non c'è nessuna liturgia&amp;nbsp;ma un modulo da compilare e inviare, via raccomandata e con fotocopia di documento d'identità, alla parrocchia dove si è ricevuto il sacramento. Che non si annulla, sia chiaro. Come non è possibile cancellare il fatto che quel giorno, &lt;em&gt;complici&lt;/em&gt; genitori e padrini, un celebrante ha versato acqua benedetta sulla fronte, tracciato il segno della croce, compiuto un'unzione con l'olio santo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto si risolve in un'annotazione sul registro dei battesimi conservato in canonica. Prende atto della «inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente» alla Chiesa. Una battaglia vinta per l'Uaar, l'unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Ieri ha portato in tutta Italia lo &lt;i&gt;Sbattezzo day&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il gruppo, oltre 600 italiani hanno deciso nell'occasione di sbattezzarsi; 48 soltanto a Padova, dove l'Uaar è nata vent'anni fa su iniziativa di un professore di Biologia, Martino Rizzotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La compagnia si è diffusa per la Penisola: adesso i soci sono 2.800 e 32 i circoli provinciali. Il segretario è Raffaele Carcano (coautore di un libro significativamente intitolato "Uscire dal gregge") mentre la lista dei presidenti ha nomi come Margherita Hack, Danilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Sergio Staino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le iniziative, il contrasto ai crocifissi nei luoghi pubblici, l'opposizione all'otto per mille, la creazione di sale del commiato. E lo sbattezzo, appunto. Celebrato ieri perché il 25 ottobre 1958, cinquant'anni fa, la Corte d'Appello di Firenze assolse il vescovo di Prato per aver definito pubblicamente due giovani «concubini e peccatori». Poteva farlo, sentenziò il tribunale, in quanto «suoi sudditi, perché battezzati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Dunque il nostro non è un atto goliardico o vendicativo, ma il riconoscimento di un diritto per chi, nella sua quotidianità, non vuole essere considerato cattolico» dice Giorgio Villella, segretario Uaar fino all'anno scorso. È anche un modo per ricordare al Vaticano di non diffondere statistiche che considerano cristiani tutti i battezzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Garante della privacy ha riconosciuto il diritto a sbattezzarsi nel 1999. «Non abbiamo un dato di tutti gli sbattezzati da allora. Però 2.500 persone al mese - afferma Villella - scaricano il modulo dal sito Uaar.it. Vorrà pur dire qualcosa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Ottobre 2008&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-4230142697687764894?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/4230142697687764894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/4230142697687764894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/la-giornata-dello-sbattezzo.html' title='La giornata dello &quot;sbattezzo&quot;'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-7318819522370723075</id><published>2009-10-16T15:47:00.004+02:00</published><updated>2011-10-20T10:30:13.251+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Missioni'/><title type='text'>Una vita da mediano</title><content type='html'>San Ruggero Ruvoletto? L'ipotesi esiste, anche se la Chiesa non ama suscitare aspettative. L'opportuna prudenza ecclesiastica non impedisce di prenderla in considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tragica morte del sacerdote padovano in missione di fede ha dato fama di martirio all'esistenza semplice, caratterizzata da un credere autentico e genuino, di un uomo e di un prete che può essere modello agli uomini, ai preti. Non per una qualche presunta eccezionalità, come qualcuno ha scritto in questi giorni con i superlativi dettati dalla commozione, ma per la sua banale normalità. Don Ruggero è martire dell'ordinario. La sua è stata vita da mediano, avventura di povero cristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato un eroe festivo, ma una persona del giorno feriale. Non ha stupito con effetti speciali, ha fatto la sua parte. Non ha radunato folle; ha celebrato messa, pregato la Liturgia delle Ore, recitato il Rosario. Non si è distinto per l'oratoria e i gesti clamorosi, ma per la sua fedeltà al dovere quotidiano. Ha vissuto la "piccola via", il sentiero dell'essenziale, nell'umiltà, come testimonia il suo stato di servizio. Ha vissuto nella preghiera, in ginocchio sull'ultimo banco: come il pubblicano evangelico, non come il fariseo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha vissuto nell'obbedienza, come dimostrano i suoi anni con l'arcivescovo Filippo Franceschi: non gli è stato "a fianco" ma sempre un passo dietro. Ha vissuto sotto la croce, senza tuttavia perdere la capacità di sorridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenendo aperte le porte di casa e del cuore, è diventato sacerdote di relazioni e di accoglienza, incapace di chiusure preconcette, di irrigidimenti ideologici, di fanatismo politico. In una diocesi trafitta da superbi esempi di disobbedienza, libero arbitrio, superficialità, menefreghismo, ansia di apparire, ha rappresentato tutti i preti anonimi che si consumano per la buona novella. A differenza di altri, non si è mai paragonato a Gesù Cristo: però ne ha seguito la strada e imitato le virtù. Se ne troverà conferma quando verranno analizzati i suoi scritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saranno il flusso dei fedeli alla sua tomba, la devozione privata non estemporanea e al tempo stesso senza abusi di culto, la fiducia nella sua memoria perpetuata oltre il clamore del dramma a suggerire al vescovo Antonio Mattiazzo l'apertura di un'inchiesta diocesana. La legge pontificia, con i suoi anni e le sue formule, non vieta comunque all'assemblea dei credenti di considerare don Ruggero, già adesso, un buon operaio della vigna, un vero servo di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Ottobre 2009&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-7318819522370723075?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/7318819522370723075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/7318819522370723075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/una-vita-da-mediano.html' title='Una vita da mediano'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-6283883560685068299</id><published>2009-10-16T15:07:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T10:30:31.757+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Confessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Benedetto XVI'/><title type='text'>Ospedali delle anime</title><content type='html'>Confessionali deserti, non per un'improvvisa epidemia di santità. È che molti credenti preferiscono arrangiare da soli i conti con l'Altissimo. Per gli altri, i pochi o tanti che ancora tengono al perdono sacramentale, diventa invece una caccia al tesoro trovare un prete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto che sia disponibile, abbia un po' di calma e non manifesti l'ansia da prestazione (da assoluzione) di chi, naufragando in troppi impegni, pensa ad altro. Poi che, per grazia, indossi anche uno straccio di stola viola: possibilmente non sopra una t-shirt sbiadita, un jeans e scarpe da tennis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice il peccato, non il peccatore. Tocca adeguarsi. Ma esistono chiese dove, a fianco del confessionale, si vede un campanello annerito. Un cencio attaccato con lo scotch (lurido pure quello) invita a suonare, se proprio ci si vuole confessare. Già uno ci pensa due volte, anche tre. Tuttavia, al dotato di volontà ferrea succede perfino di scampanellare, pure ripetutamente, e attendere invano che arrivi qualcuno. Aspetta e spera, la penitenza non si avvera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono parroci pignoli che scrivono sul bollettino: confessioni al sabato dalle 15 alle 18. Punto. Uno si reca nel giorno prefestivo e vede la fila di bimbi devoti ben indottrinati dalle suorine. Chissà, forse gli adulti devono prendere l'appuntamento. Perché nel tempio, dal lunedì al venerdì, al mattino come al pomeriggio, non circolano né sacerdoti né penitenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Ratzinger, aprendo l'Anno sacerdotale, ha scritto: "I sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali né limitarsi a constatare la disaffezione dei fedeli di fronte a questo sacramento". Già, per cortesia, si riaprano gli "ospedali delle anime".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI indica due modelli per questo progetto: il Curato d'Ars e lo Stigmatizzato del Gargano. Giovanni Maria Vianney e Padre Pio sono stati confessori instancabili, capaci di passare giornate intere ad ascoltare credenti afflitti. Alla coppia si può aggiungere un altro fraticello della famiglia cappuccina, san Leopoldo Mandic: piccolo di statura, esile di corporatura, alto e robusto nella fede. Anche Padre Leopoldo, venerato nel convento di Santa Croce a Padova, non si risparmiava. Con risultati evidenti. I padovani si mettevano in coda, aspettando anche ore, per andarlo a trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le file fanno parte più della storia che dell'attualità, la colpa non sta da una parte sola. Ci sono ancora santuari con penitenzierie dal flusso ininterrotto di devoti. Rappresentano eccezioni, però, rispetto al vuoto delle parrocchie. Durante la settimana, le confessioni sembrano tacitamente soppresse; alla domenica tocca magari esporre i propri limiti infilandosi nel confessionale durante lo svolgimento della messa, dunque qualcosa si perde comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, se nei fedeli è venuto meno il senso del peccato, forse dipende anche da quei preti perfino altolocati che hanno lavato le colpe nel nome dello psicologismo e del sociologismo, invece che del Padre, del Figlio e dello Spirito. Sono cadute le grate: nel senso che si è assistito alla banalizzazione della penitenza, della riconciliazione, della conversione, trasformate in semplice e conveniente direzione spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto i confessionali si sono riempiti di ragnatele. Su questo va notata una dimenticanza di Papa Benedetto. Si è scordato di sollecitare i sacrestani a passare la pezza. In attesa di un prete che sappia attendere. E di fedeli infedeli capaci di chiedere scusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-6283883560685068299?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6283883560685068299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6283883560685068299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/ospedali-delle-anime.html' title='Ospedali delle anime'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-8124017283625488349</id><published>2009-10-16T15:04:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T10:30:53.124+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><title type='text'>La strada della Provvidenza</title><content type='html'>Via della Provvidenza, l'indirizzo è già tutto un programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi si interroga sui confini della vita e della morte, sulle questioni del testamento biologico e dello "staccare la spina", spingersi fino a qui può risultare utile. Affacciato su questo stradone di Sarmeola, comune di Rubano, alle porte di Padova, c'è il Cottolengo veneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo chiamano tutti così, rifacendosi alla grande opera benefica fondata a Torino da san Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Infatti anche in questo caso il nome suona Opera della Provvidenza Sant'Antonio, in sigla Opsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poco contano i titoli o la storia, oltre un secolo più breve del modello torinese. Importa, invece, che al di là del muro di cinta, il cancello, il viale asfaltato, il parco immenso, viva una città inimmaginabile da fuori: per chi non vede o, peggio, non vuole vedere. Un "santuario della sofferenza e della carità", lo definiscono. Un complesso edilizio dalle forme squadrate di 210 mila metri cubi, 10 unità residenziali, 33 reparti, in grado di accogliere 700 persone con handicap grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre piani sono anche una scala del dolore: rappresentano tre livelli di serietà delle patologie. Si sale e si incontra una natura sempre più afflitta. Le camere ospitano decine di sindromi, malattie dal nome impronunciabile, rachitismi cronici, stati vegetativi. Accolgono il bambino e l'anziano, la persona con il corpo attorcigliato come un tronco d'ulivo e quella nata senza corteccia cerebrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non è un ospedale. Le oltre mille persone che ogni anno vengono a vedere l'Opsa non fanno il giro turistico di una struttura sanitaria per meravigliarsi di quanto sia umana o all'avanguardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercano il cuore che batte tra le pareti: l'infermeria, gli ambulatori, le palestre per la fisioterapia, i laboratori per psicologia e logopedia, la sala per le visite dei familiari, la chiesa moderna dai mosaici coloratissimi, il cinema-teatro da 800 posti, la cucina, la lavanderia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inseguono la lezione di amore tra i tic e le bave, le barelle, le carrozzine, i respiratori, i sondini, i tubi, i monitor dei parametri vitali, le deformità, le piaghe da decubito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provano a capire se è vita, e che vita è, quella di chi certamente vivo non sembra però presente: non capisce, non reagisce, non dialoga. Non deglutisce e, se lo fa, non riesce a mangiare da solo. Deve essere nutrito: con un cucchiaino, una cannuccia, una cannula. Va girato, alzato, spostato, stimolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il visitatore entra scettico e timoroso, rispettoso e in punta di piedi. Esce turbato. L'esperienza si rivela inevitabilmente forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei corridoi color crema, con i finestroni orizzontali, non incontra soltanto medici, infermieri, terapisti, educatori, operai, volontari, le instancabili suore Elisabettine. Vede donne in tuta che ciabattano rasentando i muri e che l'anagrafe definisce adulte, vecchie perfino. Ma ragionano come bambine di pochi anni, quando ragionano. Hanno sguardi persi, smarriti; la mente sintonizzata sulla frequenza d'onda di un'altra dimensione. Non riconoscono l'altro, non memorizzano il suo nome, lo confondono con qualcuno che esiste nel loro ricordo o nella loro immaginazione. Però sorridono. La bocca sdentata trasmette allegria. Hanno una joie de vivre contagiosa, addirittura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incrocia uomini senza parole, capaci di produrre soltanto suoni incomprensibili, mugolamenti, gracchiamenti, sforzi gutturali. Uno piange senza sapere perché; una canta e balla in mezzo alla stanza in preda a una frenesia irrazionale. Per la sua felicità basta niente: un fiore di carta, una giornata di sole, un cioccolatino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Opera è un'istituzione della diocesi di Padova. Fu voluta dal vescovo Girolamo Bortignon nel 1955. Il 23 ottobre 1956 toccò al Patriarca di Venezia Angelo Roncalli (poi Giovanni XXIII, il "Papa buono") benedire la prima pietra. Gli ospiti iniziali arrivarono il 19 marzo 1960. Erano nove bambini gravemente disabili con altrettante storie di emarginazione e bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Paolo II ha fatto tappa all'Opsa nel settembre 1982.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cottolengo veneto è stato diretto per quarant'anni da monsignor Francesco Frasson, che viene ricordato come "anima e padre" del luogo. Il presidente del consiglio di amministrazione è monsignor Alfredo Magarotto, già vescovo di Chioggia e di Vittorio Veneto. Mentre al posto di monsignor Frasson adesso siede monsignor Roberto Bevilacqua, 62 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua vocazione merita un accenno. Don Roberto è medico, lavorava all'Opsa ben prima di diventare prete. Un giorno ha capito che, tra questi spazi, non ci si poteva limitare a curare i corpi, bisognava anche occuparsi delle anime. Ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi pazienti sono fedeli. In tutti i sensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Agosto 2009&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-8124017283625488349?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8124017283625488349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8124017283625488349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/la-strada-della-provvidenza.html' title='La strada della Provvidenza'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-5059088853719136643</id><published>2009-10-15T23:51:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T10:31:12.933+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ateismo'/><title type='text'>Il bus degli atei</title><content type='html'>Misteri del trasporto pubblico. Gli autobus circolano rivestiti di donne spogliate e mercificate, di promozione agli innumerevoli giochi d'azzardo dello Stato biscazziere, di ogni altro rigurgito dell'invadente e onnipresente sciocchezzaio pubblicitario. Per lo slogan "Dio non esiste", invece, non c'è posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Uaar, profana congregazione di atei e agnostici razionalisti, ha dovuto ripiegare su un annuncio da ritirata. Si limita a comunicare l'esistenza di milioni di atei. Notizia clamorosa, come no, messaggio sconvolgente. L'altro, indubbiamente più efficace per le ruvide norme della comunicazione, avrebbe ferito - è stato detto - la sensibilità dei fedeli, che infatti esultano per la vittoria. Niente vero: è una sconfitta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un colpo al cuore per chi ha fede nel Dio del dialogo, del confronto, del rispetto per le opinioni altrui (perfino se irrispettose, provocatorie, fastidiose), per chi crede nel Padre invece che nel padrone. È il ferimento della visione conciliare, dello strabismo benefico di chi considera insieme il divino e l'umano, il sagrato e la piazza, la Bibbia e il giornale. È l'assassinio della fede moderata, di una religione libera e liberale che non teme di essere messa in discussione, di rispondere alla polemica, di contrastare con le proprie ragioni quelle degli altri: anche se colpiscono alle fondamenta o possono suonare assurde, paradossali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cancella l'ottica di relazione e afferma il dogmatismo: un successo della religione debole, incerta, tremula; un trionfo per chi preferisce non vedere e non sentire, rinchiudersi nel proprio tempio e nella propria sacrestia, non permettere contraddittorio magari perché non saprebbe come cavarsela, cosa rispondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Espone i credenti a critiche polverose: oscurantismo, assolutismo (che certo non manca neppure alla controparte), mancanza di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutela la fede dei "semplici", perché anche questi si rafforzano quando si incrociano le spade. Piuttosto rinvia alla logica, che si vorrebbe superata, dell'Indice dei libri proibiti o delle santissime inquisizioni. Non salvaguarda la sensibilità, certifica la suscettibilità. Custodisce la permalosità del credo concentrato sul proprio ombelico, timoroso di sporcarsi le mani nel fango della realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grida "abbiamo paura". Come se i secoli non avessero già visto gli apologeti avversare il paganesimo, i Padri le eresie, i filofosofi altre filosofie, i polemisti gli illuminismi e gli scientismi. Come se le teorie della morte di Dio o dell'Aldilà inventato non riempissero archivi e scaffali. Come se non fossero esistiti fenomeni radicali del tipo "teologia della secolarizzazione" e "atei cristiani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ha osservato che si può mettere in discussione l'esistenza di Dio ma non la sussistenza del bisogno religioso. Tuttavia, sulla necessità di sacro (che appare in ripresa, dopo "l'eclissi") serve intendersi bene. Non risulta indiscutibile l'origine soprannaturale. Alcuni, recentemente, si sono avventurati nel tentativo di attribuire una nascita evoluzionistica o addirittura genetica all'esigenza di credere. Più comunemente, sono in tanti a considerarla un frutto umano, troppo umano, creato per soddisfare richieste di conoscenza (come pensarono gli epicurei) o rispondere a questioni pratiche: l'insicurezza sul futuro, la malattia e il dolore, la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sofista Crizia, uno dei trenta tiranni di Atene, per primo ha creduto alla fonte politica del fenomeno religioso, utile alle classi dominanti per prevaricare. Molti, successivamente, hanno condiviso questa lettura. Altri l'hanno avversata. Veder circolare qualche autobus con una forte negazione del divino e del suo bisogno avrebbe suscitato nuove domande, nuove risposte. Si è persa un'occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Febbraio 2009&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-5059088853719136643?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/5059088853719136643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/5059088853719136643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/il-bus-degli-atei.html' title='Il bus degli atei'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-2883026534301330824</id><published>2009-10-15T23:41:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T10:31:33.522+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Papini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sacerdozio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Benedetto XVI'/><title type='text'>Pastori e pecore</title><content type='html'>Il Papa del sorriso, ma anche di uno straordinario rigore morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono letti ottimi articoli, in questi giorni, per il trentesimo anniversario della morte di Giovanni Paolo I. Sia consentito aggiungere una voce modesta, la mia. Una piccola voce rispetto a quella del patriarca Scola, che ha sottolineato l'umiltà e l'obbedienza di Albino Luciani; le stesse doti celebrate anche da Benedetto XVI. "Humilitas", del resto, era il motto episcopale di Luciani, lo stesso di san Carlo Borromeo: una parola soltanto per una virtù che risulta colonna portante della Chiesa. E certo la forma più eroica di umiltà è proprio l'obbedienza: atteggiamento difficile, tanto più difficile quanto maggiore è l’ingegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa stagione ecclesiastica non umile e tendenzialmente disobbediente, mi sembra che il cattolicesimo abbia bisogno dell'esempio di Giovanni Paolo I. Su questi due fronti e, mi permetto di rilevare, su quello della moralità del clero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre più spesso testimoniano anche le cronache dei giornali, abbiamo sacerdoti che conducono esistenze tutt'altro che immacolate; portano avanti vite allegre e spensierate. Questi preti non sembrano preoccuparsi tanto delle pecorelle, che siano al sicuro nell'ovile oppure smarrite, quanto di soddisfare i loro bisogni primari e di riempire la cassetta delle offerte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel territorio che fu definito "sacrestia d'Italia", vive un esercito di parroci, arcipreti, monsignori, biblisti, filosofi, teologi, esegeti, esperti di patrologia, fini conoscitori della patristica. Consacrati professori conoscono tutti i segreti della Bibbia e sono in grado di realizzare un'enciclopedia su un singolo versetto, magari il più ignoto. Clergymen docenti hanno scritto, sul Vaticano II, più pagine degli stessi documenti conciliari. Eppure, nonostante questa abbondanza, c'è penuria di cristiani puri, scarsità di anime semplici, carestia di santi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino di Papa Luciani verso la gloria degli altari, allora, è un richiamo anche alla santità dei preti, che molti fedeli considerano come quegli scribi e farisei di cui fu detto: fate quel che dicono, non quel che fanno. E si potrebbe discutere anche su quello che dicono (e scrivono).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando al clero romano il 7 settembre 1978, Papa Luciani, che era uomo tutto di un pezzo e sacerdote integro, ricordò la disciplina e l'ascetica: parole che suonano rivoluzionarie a considerare certi pretini dei nostri giorni. "Dominare le inclinazioni è disciplina", disse Luciani citando l'abate Chautard.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papini ha scritto: "Il pastore pigro fa le pecore fameliche, il pastore dormiente fa le pecore fuggiasche, il pastore corrotto fa le pecore marce, il pastore infedele fa le pecore matte". Chissà che venerare Albino Luciani ci aiuti invece ad avere buoni pastori come lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Ottobre 2008&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-2883026534301330824?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/2883026534301330824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/2883026534301330824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/pastori-e-pecore.html' title='Pastori e pecore'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-6061965623880215845</id><published>2009-10-15T18:49:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T10:31:52.638+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liturgia'/><title type='text'>Poca grazia, sant'Antonio!</title><content type='html'>Sant'Antonio non parla latino. Nella Pontificia basilica, con i suoi secoli di storia e di fede, la lingua dei cesari e dei papi non ha praticamente cittadinanza. Non più. Non con regolarità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo ogni tanto si ascolta lo struggente saliscendi di un tono gregoriano o una melodia tradizionale proposta, sempre ottimamente, dalla Cappella musicale. In questo periodo che segue la Pasqua, inoltre, non mancano appuntamenti arricchiti dalla preghiera del "Regina caeli". Ma è tutto qui: qualche orapronobis, un inno ogni tanto (su tutti il celebre "Si quaeris miracula", se cerchi miracoli), un antico canto. Eccezioni. Una messa intera, sistematicamente, no. Troppa grazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per carità: nessuno si azzarda a immaginare, sotto le cupole antoniane, il rimpatrio della "missa" di Pio V, poi edita da Giovanni XXIII nel 1962, con il prete che dà le spalle ai fedeli per volgersi a Dio. Giovanni Paolo II l'ha permessa nel 1984, attraverso un indulto speciale. Benedetto XVI l'ha "liberalizzata" nel luglio scorso con una lettera apostolica. A Padova si tiene ogni domenica alle 11 nella chiesa di San Canziano, tra il Bo e piazza delle Erbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra prospettiva, dunque, per il tempio del frate taumaturgo. Riguarda la messa del nostro tempo: uscita fresca dal Vaticano II, approvata nel 1970 da Paolo VI. Lo spirito, il "vento" del concilio, ha voluto che il rito si traducesse nelle diverse lingue. Tutte. Il latino resta compreso, ci mancherebbe altro. Oltretutto, questo latinorum vivo è linguaggio ecumenicamente ufficiale di una Chiesa che, nei suoi atti, riesce a volgere perfino termini moderni come aereo ("aeronavis") o computer ("instrumentum computatorium").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appare quasi regola eucaristica a San Pietro e in molte altre basiliche romane. Si recupera anche altrove. Ai raduni cattolici dove accorrono persone di nazioni differenti, per esempio. E in tanti luoghi di culto visitati incessantemente da pellegrini provenienti da tutto il mondo. Proprio come avviene a Sant'Antonio, dove il libretto dei canti non abbandona la tradizione: su un totale di 291 brani, ne contiene una trentina latini. Pochi ma buoni. L'inglese è certamente più "universale" dell'italiano. Eppure, a Londra, la cattolica cattedrale di Westiminster ha in calendario tutti i giorni, alle 10, una messa in latino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le innumerevoli celebrazioni del Santo (nei festivi praticamente ogni ora) uno spazio per questa liturgia non apparirebbe fuori luogo. Oltretutto si tratta di un "santuario internazionale". Che non si è fatto mancare, in varie occasioni, eucaristie in lingue straniere. Latino? Nisba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Aprile 2008&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-6061965623880215845?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6061965623880215845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/6061965623880215845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/poca-grazia-sant.html' title='Poca grazia, sant&apos;Antonio!'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-1897942040015145278</id><published>2009-10-14T17:49:00.001+02:00</published><updated>2011-11-16T17:57:04.026+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sacerdozio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Celibato'/><title type='text'>Se il pretino prende moglie</title><content type='html'>"Anche i preti potranno sposarsi, ma soltanto a una certa età" cantava Lucio Dalla. Tuttavia la questione celibataria è seria e non può essere ridotta a un motivetto, a uno slogan, alla battaglia di qualche tonachella smarrita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'argomento divide perfino gli addetti ai lavori e tocca alla Chiesa scegliere se modificare o meno le sue indicazioni. Tuttavia mi permetto di riassumere alcuni argomenti in difesa della tradizione consolidata. Perché credo che i lettori abbiano diritto, almeno una volta, a sentire anche l'altra campana: quella che suona a favore del celibato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cominciare: l'ordinazione presbiterale di uomini sposati e il matrimonio dei preti non sono la stessa cosa, come pretenderebbero i maestri della confusione. Se, a un certo punto della vita, una persona celibe decide liberamente di pronunciare la promessa a perseverare nel suo stato e più tardi si pente, la massima solidarietà e comprensione per il caso umano e tutte le sue possibili motivazioni non possono cancellare il fatto che quel tale è venuto meno alla parola data. È un "poveretto" non un "eroe", tantomeno un "profeta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiezione diffusa: però gli infedeli sono tanti. E se molti rubano il furto non è più reato? Se parecchi contestano la monogamia si possono prendere più mogli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La norma secolare del celibato, il parallelo valore della castità e perfino quella della verginità sono stati esaltati da personaggi come (pesco a caso nel mucchio) Cipriano, Atanasio, Gregorio Nazianzeno, Giovanni Crisostomo, Ambrogio, Girolamo e perfino Agostino, che in materia senza dubbio se ne intendeva. Tutti ignoranti o inconsapevoli? Siamo intelligenti soltanto adesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I tempi sono cambiati" si osserva. E se invece proprio questo nostro tempo avesse ancora più bisogno di figure che propongano questa dimensione "altra", questa "liberazione sessuale" non sessantottina? Inseguendo il "soddisfacimento di bisogni" e gli "impulsi" non vengono forse trascurate l'ascesi, la rinuncia, lo spirito di sacrificio, l'invito "lascia tutto e seguimi"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gerarchia ecclesiastica ha il ragionevole sospetto che dalle nozze dei preti nascano più problemi che soluzioni. Per esempio quello delle "corna" (ai coniugati può accadere e la carne è debole per tutti, non soltanto per i celibi), poi della separazione o del divorzio. Per non dire degli eventuali figli. Chi si trincera dietro l'esempio protestante, sa di che parla? Conosce le sofferenze e i problemi pratici del pastore che guida una comunità se per disgrazia ha un figlio tossicodipendente o una figlia di facili costumi? Inoltre, perché si pensa soltanto ai preti e non ai frati, alle suore? Nozze anche per loro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certi tribuni dell'anticelibato fanno credere di possedere soluzioni facili, immediate. Vendono illusioni. La Chiesa, abituata a ragionare e riflettere, sa che dietro ogni magia c'è un trucco. In più, ascolta e legge con rispetto e attenzione le parole di coloro che contestano la promessa celibataria. Non parlano e non scrivono di preghiera, penitenza, pietà, sobrietà, umiltà, obbedienza; occhi rovinati sul breviario, ginocchia consumate sui banchi, ore passate nel confessionale. Tra tanto qualunquismo e un pizzico di esibizionismo, coniugano esistenzialismo e socialismo, mai la vocazione alla santità o il mistero della celebrazione eucaristica. Praticano la teologia del corpo più che quella del corpo mistico. Avessero la stoffa e la robustezza morale di un Curato d'Ars o di padre Leopoldo, tanto per giocare in casa, la storia potrebbe essere diversa. Ma quelli non erano pretini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Novembre 2007&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-1897942040015145278?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/1897942040015145278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/1897942040015145278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/se-il-prete-prende-moglie.html' title='Se il pretino prende moglie'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-8594931908673880099</id><published>2009-10-11T17:19:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T10:32:28.658+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sacerdozio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Persone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diocesi'/><title type='text'>Primavera dello spirito</title><content type='html'>Caro vescovo, mi permetta di chiamarla in questo modo, invece che con il tradizionale "eccellenza". Tra mercoledì 7 e venerdì 9 incontrerà, ad Asiago, i sacerdoti della diocesi. "Preti in un mondo che cambia" s'intitola il convegno. L'appuntamento è importante. Da osservatore di fatti ecclesiastici ho l'impertinenza di rivolgerle un'esortazione: lo utilizzi bene. Non si accontenti delle belle parole. Promuova invece, caro vescovo, un rilancio morale, un rinnovamento cristiano, uno scatto eroico della sua Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esigenza di una primavera dello spirito è avvertita da tanti suoi fedeli. Nell'ultimo periodo hanno vissuto tra l'autunno e l'inverno. Hanno sofferto il freddo della tristezza, dell'amarezza. Si sono preccupati per la realtà della diocesi. Parroci infedeli e in tribunale... Cappellani alla chitarra con derive adolescenziali, con il cuore tenero... Quando certi fatti finiscono sui giornali, ecco lo scandalo. Ma non è tanto il clamore dei casi isolati a intristire i credenti. È il quadro nel suo insieme. Quello che si vede, quello che si sente. Nelle parrocchie, perfino in curia. Atteggiamenti e abbigliamenti disinvolti invece di comportamenti esemplari, vizi capitali più che virtù cardinali, passioni terrene e interessi patrimoniali anteposti al bene dell'anima, delle anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'omertà, il coprire situazioni imbarazzanti, il fingere sorpresa nel momento in cui vengono alla luce episodi che si conoscono da tempo non serve a sciogliere i nodi. Approfitti di Asiago, caro vescovo, per un atto di coraggio, di saggezza, di verità; per un'operazione "chiese pulite".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordi ai preti la vocazione all'oltre, affettivamente ed effettivamente, non al testosterone o alla bottega. La sua prima omelia, nel settembre 1989, stigmatizzò la città delle banche e degli affari. La Chiesa delle banche e degli affari non è migliore. Padova ha un disperato bisogno di buoni ministri, non di mestieranti del culto, di sacerdoti santi. Li preferiamo anche nelle redazioni, mi creda, ai padre Ralph, ai don Abbondio, ai Marcinkus in salsa diocesana. «Ci sono tanti bravi preti» ha detto recentemente. Alcuni, però, confidano di sentirsi soli, stanchi, sfiduciati. Comunichi loro più vicinanza e sostegno: saranno le gemme della stagione nuova. Estirpi l'erbaccia, i fiori secchi. E metta fine al vittimismo di chi vede in azione chissà quali complotti. "Chi è causa del suo mal pianga se stesso". O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo motto recita: "Recapitulare omnia in Christo". Caro vescovo, cominci dai suoi collaboratori più stretti, dai suoi preti. Se torneranno a crederci loro, sarà più facile convincere anche noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Novembre 2007&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-8594931908673880099?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8594931908673880099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/8594931908673880099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/primavera-dello-spirito.html' title='Primavera dello spirito'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6409615243600267748.post-4288559010600653615</id><published>2009-10-06T17:33:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T10:32:44.211+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Benedetto XVI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liturgia'/><title type='text'>Ritorno al futuro</title><content type='html'>«&lt;em&gt;In nomine Patris&lt;/em&gt;». Sono le 11 in punto quando nella centralissima chiesa di San Canziano, cinque minuti a piedi dal Duomo di Padova, un anziano sacerdote inizia a celebrare la prima messa in latino consentita da Papa Ratzinger. La lingua che ha accompagnato secoli di cattolicesimo risuona nel tempio da anni, ogni santa domenica. Nessuna novità, da questo punto di vista. Adesso, però, il clima è cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI, con un provvedimento firmato il 7 luglio scorso, ha dato piena legittimità all'antico rito ordinato dal predecessore Pio V (e aggiustato da Giovanni XXIII). Non si pensa più, dunque, di vivere una liturgia nostalgica, una celebrazione per cristiani incartapecoriti che non hanno digerito il concilio Vaticano II. È, piuttosto, un ritorno al futuro. Quasi fosse una prova, tra i devoti che riempiono la chiesetta l'età media è incredibilmente bassa. Le ultime due file di banchi sono occupate da fedeli under 30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atmosfera è composta e tutto profuma di antico. Manca l'organista, ma potrebbe sbizzarrirsi sulla tastiera. Assolutamente non c'è spazio, invece, per chitarre e tamburelli. I preti non possono modificare a proprio piacere le formule del messale,&amp;nbsp;tipico vezzo del&amp;nbsp;post-Concilio. Devono compiere gesti sobri e misurati. Mentre ai fedeli è richiesta più concentrazione che attenzione. Meditano e pregano. Ogni tanto rispondono agli inviti del prete. Ma non così tanto come nella messa riformata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando suona la campanella, il celebrante sbuca dalla sacrestia, a passo lento, e si ferma giù dagli scalini. Sopra il camice bianco, indossa una pianeta verde con ricami in oro: un paramento liturgico che appare più elegante delle moderne casule. Sul braccio sinistro gli pende una piccola stola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai piedi dell'altare, il sacerdote recita l'Introito, facendosi il segno della croce. È la prima parte della celebrazione. Poi sale e si inchina per baciare la sacra mensa. Seguono la lettura di un brano di San Paolo e il Vangelo. A questo punto i vocaboli latini lasciano spazio all'italiano, perché è il momento dell'Istruzione (in pratica l'antenata dell'omelia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ringraziamo il Papa che ci ha consentito di tornare a dire liberamente questa messa», sono le prime parole del celebrante dopo essersi avvicinato al leggio e aver indossato il tricorno: l'originale cappello ecclesiastico a tre spicchi che ormai si vede soltanto nei film di don Camillo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Speriamo - prosegue il ministro del culto - che tutti i vescovi accolgano l'invito del sommo pontefice e consentano a sacerdoti e fedeli di rinnovare questa tradizione». Dopo l'Istruzione arriva l'Offertorio. Poi la consacrazione, che è il momento più suggestivo. Chi celebra guarda Dio e non il popolo. Sussurra parole incomprensibili, mentre alza la patena e il calice. Parla sottovoce, senza farsi capire, mentre i fedeli stanno in silenzio, inginocchiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la comunione si riceve in ginocchio, alla balaustra che delimita il presbiterio, e direttamente in bocca. Infine ci sono il ringraziamento e il congedo. «&lt;em&gt;Ite, missa est&lt;/em&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Settembre 2007&lt;/em&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6409615243600267748-4288559010600653615?l=lbreport.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/4288559010600653615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6409615243600267748/posts/default/4288559010600653615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lbreport.blogspot.com/2009/10/ritorno-al-futuro.html' title='Ritorno al futuro'/><author><name>Leon Bertoletti</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
